PER  CHI  AMA  PRATICARE  SPORT

 

 

 

 

Sentieri, strade sterrate e percorsi cicloturistici fanno di questa zona un ambiente ideale per chi ama fare sport all'aria aperta in un paesaggio incantevole. E' possibile praticare trekking, passeggiate a cavallo, mountain bike e ciclismo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per chi ama sciare, in poco tempo si possono raggiungere i più bei comprensori sciistici delle vicine Dolomiti. Chilometri di piste da sci in un contesto paesaggistico unico al mondo, da Cortina d'Ampezzo, perla delle Dolomiti, ad Alleghe, Valzoldana, Falcade, fino ad Arabba.

 

 

 

LE  FONTANE  BIANCHE

 

INFORMAZIONI

L'area delle Fontane Bianche di Sernaglia, è un'affascinante area golenale del fiume Piave tra i paesi di Falzè di Piave e Fontigo, la sua estensione è pari a 100 etteri.

La zona è quasi tutta ricoperta da una fitta vegetazione e percorsa da una ragnatela di corsi d'acqua, alimentati dalle numerose sorgenti che qui affiorano.

Come accenna il toponimo stesso, l'aggettivo bianche si riferisce  alla costante limpidezza delle acque di risorgiva, le numerose risorgive presenti son alimentate  dalle acque di falda  di un bacino che va dalle prealpi Trevigiane, alle colline fino ai Palù del Quartier del Piave. Un'altra caratteristica delle acque di risorgiva è la temperatura pressochè costante intorno ai 10°.

FLORA e FAUNA

Sono presenti diverse specie di piante tipiche delle zone umide e delle specie ruderali ed infestanti, colonizzatesi da tempo nelle grave adiacenti, basti citare, per fare qualche esempio, Orchis Militaris, Gymnademia Conopsea, Lilium Bulbiferum, Listera Ovata e Pulmomaria Vallarsae. tra le specie igrofile spicca la presenza dell'ormai rara Iris Sibirica.

La particolare collocazione delle fontane si rivela interessante anche dal punto di vista faunistico, specie per l'avifauna di passo. La catena delle Prealpi Trevigiane e le colline sottostanti sono sede di costanti correnti d'aria ascensionali tali da costituire un corridoio preferenziale per il flusso migratorio, inoltre la vegetazione fitta e la presenza di numerose vasche d'acqua, lontane dai centri abitati, rappresentano un irresistibile punto d'attrazione per gli stormi di passo, si possono costantemente osservare germani reali, tarabusini, porciglioni, gallinelle d'acqua, gazzette, aironi cenerini, marziole, ecc.

Tra la fauna stanziale possiamo osservare da vicino varie specie di picchio, vari rapaci tipo gufo comune, allocco, poiana e naturalmente il martin pescatore, vista anche l'abbondanza di pesce. Come fauna ittica si trovano, essenzialmente, trote, cavedani, barbi, alborelle, anguille, ecc.

ATTIVITA'

Percorso Ecologico

Partendo dall'area attrezzata (Loc. Plavilandia) di Falzè di Piave o dal centro abitato di Fontigo inizia un percorso, molto bello, da fare a piedi o in mountain bike  di circa 4/5 km tutto su sentiero con aree attrezzate opportunamente segnalato attraverso tabelle, si consiglia di non lasciare il sentiero indicato ed attenersi alle regole di comportamento riportate nella tabella posta all'inizio del percorso.

Oltre alle aree attrezzate all'interno del parco si trovano anche delle postazioni ben protette ed un osservatorio per gli amanti del birdwatching.

 

Dal Grappa al Cansiglio: l'Alta Via delle Prealpi Trevigiane

le Prealpi Trevigiane

Per chi ama la natura non c'è niente di più rasserenante che percorrere il sentiero panoramico delle splendide Prealpi Trevigiane. salire e scendere i morbidi pendii e sostare ad ammirare il paesaggio. Dal Grappa al Cansiglio tra le meraviglie del nostro territorio. "Montagna di Marca" significa soprattutto questo: escursioni alla scoperta di zone misteriose e di affascinanti come il Monte Grappa, il Monte Cesen, il Col Visentin ed il Cansiglio. Un territorio che si può affrontare passeggiando, in mountain bike o, per gli appassionati di equitazione, addirittura, a cavallo. Inoltre, possibilità di fare soste di degustazione per cercare refrigerio nelle malghe e assaporare i prodotti tipici della zona, lungo i percorsi prestabiliti.

prodotti e natura

Dal Grappa al cansiglio, la montagna Trevigiana è costituita da un variegato ambiente naturale, a volte addomesticato dalla mano dell'uomo, a volte ancora selvaggio

 

Il massiccio del Monte Grappa e del fiume Piave che lo divide a est dalla dorsale Monte Cesen-Monte Visentin, ci ricordano un territorio martoriato nel corso del primo conflitto mondiale, ma anche il baluardo decisivo per le sorti della guerra. L'orgoglio patrio si identifica con questi luoghi, con una montagna che, elevandosi dalla pianura d'un sol balzo fino a 1.775 metri di altezza, è un'anticipazione della retrostante catena alpina, dividendo due mondi completamente diversi e offrendo suggestioni panoramiche, nel loro contrasto, di straordinario effetto. le diversità climatiche ed ambientali favoriscono lo sviluppa e la diffusione di una flora e di una fauna particolarmente varie e abbondanti e le numerosi valli che ne spezzano la compattezza offrono agli appassionati una vasta gamma di possibilità: dall'escursione facile a quella impegnativa, dalla vista di luoghi d'importanza storica, all'opportunità di spiccare in volo su un deltaplano od un parapendio, a quella di sperimentare l'arrampicata nelle palestre di roccia o altro ancora. Di là dal Piave le Prealpi Trevigiane prosseguono nel loro corrugamento dividendo la Val Belluna e quindi le Dolomiti, dai colli della sinistra Piave della Marca che, come quelli della destra, sono ricchi di storia, cultura e tradizioni eno-gastronomiche. Dal Monte Cesen al Monte Visentin, con una quota che varia dai 706 metri della strozzatura del Passo S.Boldo ai 1.763 del Monte Visentin, la cresta prealpina, più sottile di quella del Grappa, che non a caso è definito massiccio, si configura in maniera seghettata, con una serie di piccole cime in successione, raggiungibile con sentieri che si dipartono direttamente dai centri abitati sottostanti. Il Monte Visentin divalla a oriente verso l'ampia Sella di Fadalto oltre la quale troviamo un'altro microcosmo costituito dal Cansiglio, che con la sua foresta rappresenta uno dei luoghi più importanti dell'intero arco alpino sotto il profilo naturalistico e botanico e il cui punto culminante è il Monte Pizzoc a 1.547 metri di altezza. L'intera dorsale delle Prealpi trevigiane è percorribile grazie ad un sentiero, tabellato dalla Provincia di Treviso con l'indicazione di TV1, che rappresenta una vera e propria Alta Via. I motivi e gli stimoli per avvicinare la montagna Trevigiana rivestono valenze multiple: dalla ricerca di un ambiente relativamente poco frequentato all'opportunità di coltivare la passione per la montagna nelle stagioni intermedie, ovvero tra quella sciistica invernale e quella escursionistica estiva, tipiche della montagna d'alta quota, senza soluzione di continuità, ma anzi usufruendo di un territorio composito in cui l'attività sportiva si può alternare con quella culturale. La visita ai numerosi luoghi d'importanza storica, artistica e naturalistica offre sicuramente un incentivo ulteriore al visitatore in cerca di mete alternative e luoghi ameni al di fuori dei circuiti turistici ormai consolidati ma anche troppo frequentati.

 

L'Alta Via delle Prealpi Trevigiane

 

Contraddistinto dalla sigla TV1, il sentiero panoramico delle Prealpi Trevigiane si presenta come un ideale filo d'Arianna capace di unire tutti gli aspetti di pregio di questa lunga serie di cime per molti versi davvero interessanti. Va ricordato come, con minimi adattamenti, il percorso possa essere affrontato in mountain bike, piuttosto che a cavallo. L'intero sentiero, 112 km. attraverso il Monte Grappa, la dorsale Monte Cesen - Col Visentin e le foreste del Cansiglio, richiede 10 giorni, ma essendo naturalmente suddiviso in quattro realtà ben definite, si presta ottimamente ad essere vissuto in una serie di fine settimana, più o meno lunghi, in logica successione (Monte Grappa, dal Monte Cesen a Passo S.Boldo, da Passo S.Boldo al Fadalto attraverso il Col Visentin, dal Fadalto a Vittorio Veneto lungo il Cansiglio - o viceversa).

 

 

La Provincia di Treviso ha prodotto una cartoguida dedicata indicante il percorso per intero ed una buona descrizione delle singole tappe

In ogni caso è consigliabile dotarsi inoltre del seguente "corredo cartografico":

- Guida al sentiero "dal Grappa al Cansiglio", Alta Via Trevigiana, Agenzia Provinciale per la Cultura ed il Turismo (1:50.000

- Il Massiccio del Grappa, carta dei sentieri, ed. SELCA (1.30.000)

- Carta degli itinerari LE PREALPI TREVIGIANE, ed. LA VIA(1:25.000)

- Prealpi Bellunesi e Trevigiane, carta n°4, ed. LAGIRALPINA (1:25.000)

- Prealpi e Dolomiti Bellunesi, foglio n° 024, ed. TABACCO (1:25.000)

- Alpago-Cansiglio-Piancavallo-Val cellina, foglio n°012, ed. TABACCO (1:25.000)

Per maggiori informazioni: http://turismo.provincia.treviso.it - http://www.marcatreviso.it

 

Canoa e Kajak lungo il Fiume Piave

Primo itinerario: Dalla briglia di Fener al sito attrezzato di Vidor

 

 

 

Il medio Piave è una sorta di paradiso per il canoista principiante, un buon banco di scuola per sviluppare l’apprendistato della navigazione in acque mosse; emozionante e sicuro al tempo stesso. Per il kajak si consiglia l’uso del paraspruzzi e per la canoa canadese è possibile imbarcare acqua se si affrontano rapide con onde oltre il mezzo metro. Tale eventualità si verifica solo in caso di morbida o in certi passaggi.

Lasciata l’auto presso la pertinenza golenale a valle di Fener, è possibile mettere in acqua il natante su una diramazione secondaria alimentata dalla briglia. Non sempre la profondità e sufficiente. Può capitare di dover scendere e trainare per brevi tratti il natante. Dunque sono necessarie adeguate calzature per non scivolare sui sassi del fondo.

La navigazione consente di apprezzare da subito l’elevata qualità ambientale del paesaggio fluviale, ma anche, con buone condizioni di portata, di cogliere il senso antico dello spostamento a favore di corrente, lo sciabordio delle rapide, il governo con la pagaia tra gli ostacoli, gli odori, i riflessi del sole estivo, il rapido susseguirsi della vegetazione riparia. Se a piedi e in bicicletta la percorribilità di questo tratto non sempre è agevole, la discesa in canoa e kajak con adeguate condizioni di portata, è quanto di più rilassante e facile, per cui si giunge in breve alla scarpata di Bigolino, si apprezzano dal centro del letto i campanili che si fronteggiano da una sponda all’altra (Onigo, Bigolino, Covolo, Vidor).
Prima di arrivare all’area attrezzata di Vidor, è bene prestare attenzione ai flussi dicorrente che si creano attorno ai piloni del ponte di Vidor, formandosi spesso insidiose turbolenze che possono mettere in difficoltà il navigante principiante.

 

 

 

 

Secondo itinerario: dal sito attrezzato di Vidor al polo ricreativo di Falzè

 

 

La navigazione lungo questo tratto è la prosecuzione del viaggio iniziato a valle dello sbarramento di Fener.

 Si può comunque imbarcarsi utilizzando l’area attrezzata in località Barche, a valle del ponte di Vidor, in sponda destra, con ampio parcheggio. Il fiume risente delle stagionali condizioni di portata, ma anche del peculiare allargarsi del letto di divagazione, per cui l’acqua tende a disperdersi rendendo precaria la navigabilità anche per natanti leggeri come canoe e kajaks.

Questa è dunque una pratica escursionistica fortemente condizionata dalla quantità dei deflussi. Anche i tracciati sono variabili. Da tener conto sono alcune rotture di pendenza in corrispondenza di affioramenti conglomeratici che creano brevi rapide, di difficoltà mai oltre il II grado. Particolarmente suggestiva è la turbolenza proprio di fronte al core turistico e ricreativo della spiaggia di Falzè, che è anche il punto di arrivo. Si consiglia di interrompere qui la navigazione per poi riprenderla al ponte della Priula, in modo da evitare l’ostacolo di una briglia posta poco più a valle, proprio nella stretta di Nervesa.

 

 

Terzo itinerario: dal passo barca di Falzè al Ponte della Priula

Da Falzè al ponte della Priula si sconsiglia il viaggio in canoa; più facile con kayaks forniti di paraspruzzi. C’è infatti un passaggio di III grado in prossimità di una briglia. Inoltre è necessario un trasbordo in prossimità della traversa dell’ENEL. La navigazione può riprendere all’altezza del Ponte della Priula.

Quarto itinerario: da Ponte della Priula a Cimadolmo

Il punto di partenza è la sponda sinistra poco a valle del ponte della Priula. Qui la navigabilità è ancor più dipendente dalle condizioni della portata, penalizzata dai prelievi irrigui effettuati poco più a monte. Prestare attenzione alla massicciata posta a valle del ponte stradale. In caso di morbida si consiglia una ricognizione da terra.

 

informazioni        come arrivare        le camere        foto        foto invernali        eventi        da visitare

www.allenovesenonpiove.it                                    www.sciclubmiane.it

HOME   PAGE