Punti d'interesse da  visitare

 

Abbazia Cistercense Santa Maria di Follina

 

Eretta su una precedente edificazione benedettina nel XII sec., rivista in epoca cistercense, l'attuale basilica (1305 abate Gualtiero da Lodi - 1335 abate Nordio di Treviso) presenta la tipica costruzione a pianta latina con la facciata rivolta a ponente e l'abside rivolta a levante proprio come prevedeva la simbologia cistercense.

All'interno della basilica sono da segnalare tra le pregevoli opere presenti :

la grande ancona lignea di stile neogotico costruita da maestranze veneziane nel 1921, copia perfetta dell'originale ancona presente alla chiesa di S.Zaccaria di Venezia. Essa accoglie la statua in arenaria della Madonna del Sacro Calice che qualcuno ipotizza di origine nubiana del VI sec., da sempre oggetto di venerazione e pellegrinaggio da parte di fedeli provenienti da tutta Italia; l'affresco "Madonna con Bambino e Santi" del 1527 di Francesco da Milano; un notevole crocefisso ligneo di età barocca (epoca camaldolese) di autore sconosciuto

Lo splendido chiostro, di età precedente alla basilica e perfettamente conservato, nell'elegante effetto di movimento creato dalle colonne che lo costituiscono, fu portato a termine nel 1268, quando i monaci cistercensi si insediarono nel monastero, come dimostra l'incisione su pietra posta sulla parte nord del chiostro stesso.

Si erge, dall'incrocio della navata centrale con il transetto di destra, la bella torre campanaria di stile romanico a pianta quadrata, il più antico manufatto presente nel complesso architettonico dell'abbazia.

Presente elegante Chiostrino dell'Abate e Loggia del XVI sec.

 

 

 

L'Abbazia di Follina è visitabile tutti i giorni dalle ore 7.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle 19.00; non è permessa l'entrata in basilica con gruppi di visita durante lo svolgimento delle funzioni religiose.

Per ulteriori informazioni e visite guidate al complesso abbaziale è possibile contattare i padri dell'Abbazia al tel. 0438-970231

 

 

Castelbrando

Castelbrando è un castello medievale situato su un calcare dolomitico di roccia ad una altezza di 370 m. sul livello del mare, guardando verso il basso i borghi di Cison di Valmarino e Valmareno.

Castelbrando è stato originariamente costruito in epoca romana come fortezza difensiva al fine di proteggere le importanti vie di comunicazione collegavano il Nord Italia verso i paesi al di là delle Alpi. In origine c'era una guarnigione che proteggeva il territorio tra il Piave e il Livenza al fine di facilitare la realizzazione in sicurezza della parte prealpina Via Claudia Augusta, una importante strada romana, che collegava la valle del fiume Po con la Rezia (l'attuale Austria). L'originale Castrum, risalente al 46dc è ancora visibile oggi. Durante il periodo di migrazione europea la fortezza divenne una posizione di rilievo difensivo contro le invasioni barbariche. Nel corso dei secoli il castello ha subito numerosi ampliamenti e ristrutturazioni. Durante il 13° secolo il castello fu notevolmente allargato, sotto la proprietà della famiglia dei Da Camino, che lo abitarono dal 1233 al 1335. Gherardo III da Camino, il grande signore feudale italiano e leader militare era nato nel castello nel 1240.

La proprietà del castello poi passò alla Repubblica di Venezia, che ha assegnò il castello feudo prima a Marin Faliero e poi ai condottieri Giovanni Brandolino ed Erasmo da Narni, meglio conosciuto come " il Gattamelata". Dopo la caduta della Repubblica di Venezia nel 1797, è stato tramandato attraverso la famiglia di Giovanni Brandolino e divenne proprietà dei Conti Brandolini. Nella prima metà del 16° secolo, Antonio Maria Brandolini (1476-1522), commissionò qualificati ingegneri per ingrandire la parte centrale del castello in stile Sansovino. Nel 1700 la famiglia Brandolini commissionò Ottavio Scotti, architetto e conte di Treviso, per progettare e costruire una proroga della parte meridionale del castello. Parte di queste opere includono la costruzione di una cappella del castello e la chiesa di San Martino.

Durante la prima guerra mondiale, il castello fu invaso dalle forze imperiali austriache e utilizzato come ospedale militare. La famiglia Brandolini lo abbandonò e scappò nella loro villa di Solighetto vicino a Pieve di Soligo. Dopo 10 anni di lavori di restauro, finanziato dal conte Girolamo Brandolini IV (1870-1935), il castello è stato riaperto come luogo di residenza nel 1929. Nel 1959 il castello fu venduto dalla famiglia Brandolini ai padri salesiani, che ne alterarono la sua struttura per utilizzarlo come monastero e come centro di studi spirituali. Nel 1997 Catelbrando è stato acquistato da Quaternario Investimenti Spa, che ha iniziato un programma di ampio rinnovamento al fine di trasformarlo in un albergo e museo.

 

 

 

Molinetto della Croda in Refrontolo

Originaria architettura rurale del 1600 è stato più volte rimaneggiato pur svolgendo ininterrottamente la sua funzione di mulino.
Le fondamenta dell'edificio poggiano sulla nuda roccia che caratterizza anche la spettacolare cascatella che, con la sua acqua, fa girare la ruota del mulino, da cui il nome.
E' rimasto in funzione fino al 1953, dopodiché è stato per diversi anni disabitato ed in stato di abbandono fin quasi al limite della distruzione.

Acquistato dal Comune di Refrontolo, è stato fedelmente restaurato, in particolare è stata ricostruita in maniera scrupolosa la grande ruota di legno e tutti gli ingranaggi, sempre di legno, della macina interna, ora visibili al pubblico.
Questo importante patrimonio culturale è ora fruibile alla collettività, oltre che per la naturale vocazione a museo della molitura, per mostre prevalentemente etnografiche sulla cultura popolare della Marca e del Veneto.

Di proprietà del Comune di Refrontolo (Treviso), è organizzato quale piccolo museo della molitura, con la grande ruota ad acqua, in funzione, che muove gli ingranaggi interni di legno del mulino.
Vengono organizzate periodicamente esposizioni riguardanti principalmente il vino e la viticultura e preferibilmente mostre etnografiche sulla cultura popolare veneta.

Associazione Molinetto della Croda - tel. 0438.978199 0438.894142

www.molinettodellacroda.it

visite:   mercoledì giovedì venerdì 14.30/18.00     festivi 10.00/12.00 - 14.30/19.00

 

Grotte del Caglieron

Uno spettacolo naturale tra i più belli della provincia di Treviso è sicuramente costituito dalle suggestive grotte del Caglieron: un ambiente veramente singolare formato da una serie di antri che si sono formati nei secoli in seguito all'opera della natura e dell'uomo presso una forra scavata dalle acque del torrente omonimo.

Le Grotte del Caglieron sono situate in località Breda di Fregona, vicino a Vittorio Veneto, il complesso consta di una serie di cavità, parte delle quali di origine naturale e parte di origine artificiale.
Quella naturale è una profonda forra incisa dal torrente Caglieron su strati di conglomerato calcareo, di arenaria e di marne del Miocene medio.

Numerose sono le cascate, alte parecchi metri, con alla base enormi marmitte. Nella parte più profonda si notano sulle pareti grandi concrezioni calcaree piuttosto impure che chiudono in parte la volta, dando all’insieme l’aspetto di una grotta.

Sulle pareti della forra si aprono delle grandi cavità artificiali, ottenute con l’estrazione dell’arenaria, la tipica "pietra dolza". attività estrattiva che risale al 1500 e forse anche prima, ne deriva un insieme così suggestivo di cavità naturali ed artificiali, distribuite lungo l’orrido sul cui fondo scorre vorticoso e rumoroso il torrente, da essere attrezzato turisticamente.

Lungo le varie caverne è stato ricavato un percorso pedonale, facilitato da arditi ponticelli in legno.

 

 

 

 

 

 

        Si sbuca all'aperto nei pressi di un vecchio mulino trasformato in osteria-ristoro.

 

 

 

 

 

SAN BOLDO...............LA STRADA DEI 100 GIORNI

Il passo San Boldo

Dopo millenni di difficile frequentazione, a piedi o sommeggiata, l'aspro sentiero chiamato il "canale della scala" o in dialetto canàl de san Bòit, importante strada di comunicazione fra le Prealpi trevigiane e la Valbelluna, divenne una strada carrozzabile, costruita in 100 giorni dal genio zappatori austriaco sotto il comando del colonnello Nikolaus Waldmann nell'inverno 1917-18, col lavoro dei prigionieri russi e delle donne di Tovena.

 

 

 

La Pieve di San Pietro di Feletto

 

 

La Pieve di S.Pietro, splendida opera di epoca longobarda, fu eretta intorno all'anno mille ma già dal VII e VIII secolo rappresentava il luogo di incontro dei fedeli che affluivano per le numerose funzioni religiose. Venivano soprattutto per il battesimo. La Pieve infatti era l'unica Chiesa ad avere il privilegio di possedere il fonte battesimale.

La parrocchia, la più antica della diocesi, venne ridotta a semplice succursale quando nel 1830 fu creata la nuova parrocchia di Rua. La Chiesa subì dal terremoto del 29 giugno 1873 dei danni gravissimi ma fu poi completamente restaurata anche nella sua ricca decorazione pittorica.

Assai interessante la cappella del battistero o di S. Sebastiano, tutta affrescata; significativi il ciclo del credo apostolico e la rappresentazione del Cristo della Domenica. L'esterno presenta un ampio porticato, che probabilmente aveva anche la funzione di garantire sicuro riparo ai popolani durante lo svolgimento di adunanze di carattere sociale, politico ed economico.

Il campanile, che si alza isolato, con cuspide del XVI° secolo, è in stile romanico sul modello di quello di Aquileia. La Pieve è preceduta da una scalinata del XIX° secolo.

All'interno l'architettura è di grande fascino, ma comunque essenziale: vi sono tre strette navate divise da arcate a tutto sesto su grossi pilastri rettangolari. Sullo sfondo si apre un'abside semicircolare con pitture a strati sovrapposti. Le pareti della navata centrale sono interamente affrescate con opere di vari autori e con raffinati accenni al gusto bizantino, che spaziano dal XIII al XV secolo. Bellissima la cappella del fonte battesimale, decorata da affreschi di fine quattrocento che illustrano la vita e il martirio di San Sebastiano.

 

Attualmente la Pieve, pur nelle sue piccole dimensioni, offre ai visitatori uno spettacolo artistico vario e inconsueto.

 

 

Orari :    sabato 9.00-10.00/ 15.00-20.00,     domenica 9.00-11.30/14.30-19.00. 

 

 

E' possibile visitare la chiesa in altri giorni ed orari soltanto chiamando con preavviso al numero :  

348-7337951 o  329-3615869  

 

 

OSTERIA  SENZA  OSTE

Vicino a Valdobbiadene, precisamente nella frazione di Santo Stefano, incastonata a picco sui più famosi vigneti di "Cartizze" con un panorama mozzafiato, potete trovare l'ormai famosa Osteria senza oste. L'oste che non c'è, ogni mattina, con qualsiasi tempo nell'intero arco dell'anno, si reca ad approvvigionare i locali con pane fresco, vini Prosecco delle cantine rinomate locali, salumi e formaggi locali di ottima fattura e tutto quello che serve per accogliere nel miglior  modo possibile i suoi ospiti. In cambio chiede solo rispetto dell'ambiente ed un piccolo contributo da versare in un' apposita cassettina per le spese di consumo, confidando sull'onestà e la serietà dei suoi ospiti.

Per il turista chi viene a visitare le nostra zona, lasciare il segno del passaggio all'interno dell'osteria è quasi d'obbligo, una visita ben ripagata dal panorama e da quanto di buono offre l'ambiente.

 

 

  Panorama sui vigneti di "Cartizze"

 

 

 

 

Particolari all'interno dell'osteria

 

 

Parco Archeologico Didattico del Livelet

Gli operatori in servizio propongono ai visitatori del Livelet una visita guidata al villaggio palafitticolo ricostruito.La visita focalizza l'attenzione sull'arco cronologico dal Neolitico all'età del Bronzo, periodo ricco di innovazioni tecnologiche e trasformazioni economico-sociali rilevanti, alla scoperta delle nostre più remote radici e delle abilità dei nostri antenati nella fabbricazione e cottura dei vasi,nella produzione di armi e utensili, nella scheggiatura della pietra, nella tessitura ....

Ufficio Informazione e accoglienza turistica di Conegliano

        dal martedì al venerdì 9.30 - 12.30   Tel. 0438 21230  Fax 0438 428777                             E-mail: livelet@unpliveneto.it

Per informazioni nei giorni di apertura del Parco:    Tel. 329 2605713

Apertura al pubblico e tariffe:

Scolaresche     su prenotazione "dal lunedì al sabato"

tariffe: Ingresso Euro 4,00 Ridotto Euro 2,00 (giovani dai 6 ai 18 anni, anziani over 65, portatori di handicap)

Visitatori  : dal 1 aprile al 31 ottobre: ogni domenica e nei giorni di Pasqua, Pasquetta, 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto con orario: 10.00 - 18.00 nei mesi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre  -  10.00 - 19.00 nei mesi di luglio e agosto. Ultimo ingresso tre quarti d'ora prima della chiusura.

Gruppi : (minimo n. 25 persone su prenotazione)   visita guidata e approfondimento teorico (durata 2,5 ore circa): Euro 5,00 visita guidata (durata 1 ora circa): Euro 3,00.

Per scoprire il programma di ogni giornata e tenervi aggiornati sulle iniziative del Parco,
visitate il sito:  
http://livelet.provincia.treviso.it     e-mail: livelet@unpliveneto.it

 

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